Salta y Jujuy | Argentina

Un viaggio di un mese in solitaria nel nord dell’Argentina del nostro compagno ed esploratore Nick, tra terre sconfinate e culture dimenticate.

salta y Jujuy | Argentina

Un viaggio di un mese in solitaria nel nord dell’Argentina del nostro compagno ed esploratore Nick, tra terre sconfinate e culture dimenticate.

Il Viaggio

Viaggio low cost perché è il mio habitat

Scatto di più se è scomodo il posto

Ho un estraneo accanto e penso un po’ lo conosco

La strada è lunga, e ho un gran bagaglio

Sto su un mezzo pesante

Viaggiamo forte e sul paesaggio a volte

Penso a che salto sarebbe

(Partenza, Nayt)

CAFAYATE

Per descrivere Cafayate farò mie le parole che Juan Josè Zelaya pubblicò nel suo libro “Raudales de emociones” nel 1938 alludendo ai ricordi della sua esperienza nella Salta di quell’epoca. “Questa graziosa cittadina di montagna ha la sua visuale delimitata dalle catene montuose che si innalzano dal territorio limitrofo sul versante sud. Al suo passaggio, il fiume Guachipas gli dona le sue acque, lasciando le sue terre fertilizzate e il suo bestiame abbeverato. Colline millenarie custodiscono il gentile tesoro spirituale dei suoi abitanti, e la natura diffonde una romantica serenità, contagiosa all’anima del viaggiatore che vi scarica le valigie in cerca di un po’ di quiete.” 

IRUYA

Iruya, la città magica che sembra scendere dal cielo.
Incastonata tra le montagne, sorge Iruya, con le sue magiche casette fatte di mattoni, pietra e paglia. Quando si cammina per le sue stradine lastricate, si ha la sensazione di salire o scendere dalla montagna, data la pendenza del terreno. È un luogo magico, tanto perso in mezzo alla natura quanto imponente. Iruya si trova a 2780 mslm a 320 km da Salta, capoluogo di provincia. Per accedervi è necessario attraversare la provincia di Jujuy, seguendo la Strada Nazionale n. 9, un percorso sterrato ad alta quota che si protrae tra le nuvole per una durata di 3 ore.

INCA CUEVA – HUMAHUACA

Prima volta su Marte.
Inca Cueva o Quebrada de Chulín si trova a 48 chilometri da Humahuaca (dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2003), ad un’altezza di 3.500 metri sul livello del mare. La maggior parte della superficie è ricoperta da roccia nuda. Quasi tutte le pareti e i soffitti sono ricoperti da pittogrammi in nero, bianco e rosso che hanno più di 10.000 anni, il che lo rende l’ esponente più prezioso dell’arte rupestre nella regione. Sono rappresentazioni geografiche tra le quali spiccano grandi cerchi bianchi che ricordano soli o occhi. Per raggiungere le grotte bisogna camminare lungo il letto del fiume Chulín, e a volte lungo il sentiero Inca. Ci sono più di 200 iscrizioni, così ben conservate.

PURMAMARCA

Purmamarca, pittoresco villaggio situato ai piedi del conosciuto “Cerro de los 7 colores”, il quale sembra essere stato dipinto a mano. La collina è una delle principali attrazioni naturali di Purmamarca (per non dire la principale). È molto bello, come si vede dalle foto, senza dubbio quando si arriva si prova una grande emozione, ma onestamente ci sono altre colline ancora più imponenti a  nord. Tuttavia non si può non visitarlo, proprio come il resto della città.

SALINAS GRANDES

Se ad Inca Cueva la sensazione provata è stata quella di aver messo piede su Marte, nella salina di Jujuy posso dire di essere sbarcato sulla Luna.
Senza dubbio la notte più stellata della mia vita fino a questo momento. La sorprendente bellezza della salina è ciò che colpisce l’attenzione quando si visita questo luogo eccezionale: un immenso deserto piatto e bianco, così puro da abbagliare e che contrasta con l’azzurro del cielo. Un paesaggio che può essere immaginato in un sogno. La salina si trova ad un’altitudine di oltre 4.000 metri, il che le conferisce ancora più fascino e originalità. Quando lo strato d’acqua si accumula sopra il sale. L’ambiente crea un effetto simile a quello di uno specchio,   una camminata da una nuvola all’altra attraverso il cielo.

Non mi sorprende che Las Salinas Grandes de Jujuy siano state riconosciute come uno dei “17 luoghi più selvaggi e più belli del mondo” dal portale di National Geographic.

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